Podcast: uno strumento aperto a ogni tipologia di contenuto.

Intrattenimento di qualità e modelli produttivi intelligenti nel panorama dei nuovi podcast, italiani e stranieri.

Viene dal francese e nasce dall’unione del verbo tenere con l’avverbio dentro: entretenir, intrattenere. Ed è il verbo italiano più adatto al genere che sta letteralmente spopolando: il podcast.

Intrattenimento è quindi la parola d’ordine per chi crea un podcast e quale sia il genere di contenuto e la modalità, il trattamento con il quale è realizzato. Non esiste un argomento che si differenzi per gradimento. I podcast si diffondono egualmente se trattano di sport, con la classica formula della chiacchera da bar, o attraverso racconti epici di storie scolpite nell’immaginario, di economia, grazie a dissertazioni di vari esperti più o meno autorevoli, di medicina, di tecnologia (invero un genere particolarmente seguito) e ancora di racconto, di fiction, di musica e chi più ne ha più ne metta.

Non abbiamo la pretesa di spiegare come si crea un podcast. Il bello di questa fase di “democratizzazione” della comunicazione è che chiunque può farsi il proprio podcast nel modo che gli piace e che ritiene possa ingaggiare il suo pubblico di riferimento.

Perché il podcast risponde anch’esso alle nuove regole della socialità: definire una comunità attraverso interessi condivisi. Di nicchia, di interesse trasversale, realizzato attraverso le regole classiche dell’intrattenimento o completamente rivoluzionario per contenuti e modo di porgerli, il podcast ha esattamente in questo la ragione del proprio successo: la libertà di esprimersi nel modo che riteniamo più giusto secondo le nostre sensibilità.

Vediamo alcuni dei podcast più interessanti di quest’ultimo periodo.

Homecoming. Dal podcast a una serie tv con Julia Roberts!

Il paese da cui traiamo spunto per i podcast sono, ovviamente, gli Stati Uniti. Qui il podcast è uno degli strumenti di intrattenimento a maggiore indice di crescita e di veicolazione di pubblicità. Una vera manna per gli inserzionisti che nel podcast vedono un nuovo medium capace di veicolare con maggiore forza il proprio brand.

Homecoming è una serie realizzata da Gimlet Media, basata su un thriller psicologico ambientato in un futuro prossimo, il 2022.

Il personaggio principale, Heidi, è un’addetta al centro Homecoming, una sorta di riabilitazione per veterani di guerra. Riabilitazione da cosa, poi, non è dato scoprirlo all’inizio della serie. Heidi vive due dimensioni. Quella del centro di riabilitazione e quella di qualche anno più avanti, nel quale è cameriera di un ristorante, e non ha quasi alcun ricordo dell’esperienza passata.

Il successo del podcast di Gimletha convinto i produttori di Amazon a coinvolgere uno tra i più noti autori cinetelevisivi: Sam Esmail, il creatore di Mr. Robot, la serie tv che ha attirato milioni di fan attorno alla figura di Elliot Anderson e del suo mentore Mr Robot, appunto.

Sam ha preso Homecoming, si è fatto aiutare dai suoi creatori Eli Horowitz e Micah Bloomberg, ed è partito alla conquista della tv.

A voi decidere se iniziare ad ascoltare il podcast o gettarvi su Amazon Prime  per la serie video.

Quasidì. Un podcast autoprodotto (e poi sponsorizzato) da due intraprendenti ragazze

Ilenia Zodiaco e Valentina Tomić decidono di strutturare il loro pensiero sui temi importanti della loro vita, attraverso contenuti, approfondimenti che si specchiano con l’esperienza del pubblico. Gli argomenti del podcast sono assolutamente aperti. Dall’ansia da social alla manovra economica. Il punto di vista del format è sempre lo stesso: quello di due (quasi) adulte che hanno imparato come fare un podcast con le loro mani e magari trovare anche uno sponsor disposto a supportarle.

Quasidì risponde a un’esigenza primaria dei nostri giovani: esprimersi attraverso la rete con creazioni come il podcast, consapevoli che la gran parte dei contenuti che si trovano nei social sono futili e dànno poco senso alle loro vite.

Il podcast è progettato, scritto, realizzato con cura. Rappresenta un punto di vista di due host (quasi) adulte ed è sempre gradevole da ascoltare.

Demoni Urbani, Cronache dei ’90, Destini Incrociati. Lo storytelling all’ennesima potenza.

Sono i podcast di narrazione basati su storie vere e costruiti secondo uno schema narrativo coinvolgente e immersivo. Utilizzo di documenti originali, musiche che ambientano le storie, differenti ritmi vocali per caratterizzare il racconto ora con pathos ora con freddezza.

Demoni Urbani, genere crime, racconta dei delitti che danno alle città dove vengono perpetrati un’aura sinistra e inquietante. Cronache dei ’90, genere sport, che racconta le partite di calcio più epiche degli anni ’90. Destini Incrociati, podcast realizzato dal team che lo ha reso famoso sulle frequenze di Radio 24, sulle vite di chi, grazie a un incontro, ha dato una svolta alla propria vita.

Italiani, stranieri, autoprodotti con pochi mezzi, ascoltati da pubblici diversi, audio capaci di unire comunità, interessi, di vivere più consapevolmente il nostro presente in continuo mutamento, che dànno alla parola podcast significato.