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Il significato del podcast per le aziende

Uno strumento in più per la comunicazione d'impresa

Le aziende, tra i più sensibili e attenti interpreti dei trend e dei cambiamenti nei modi di comunicare, si stanno sempre più interessando ai podcast come strumento di comunicazione. Presenti nei social network, investono sempre di più nel mondo digitale, dove il pubblico spende più tempo e attenzione alla ricerca di contenuti, intrattenimento, relazioni.

È da un po’ di tempo che si fa un gran parlare di storytelling nella comunicazione d’impresa. Eppure raccontare storie è la modalità più antica di comunicazione; allora perché è diventata così attuale? E soprattutto: come si concilia lo storytelling – che richiede disponibilità e immersione da parte del fruitore – con la fugacità della fruizione di contenuti tipica dell’era degli smartphone? La risposta c’è e coinvolg tutti i professionisti della comunicazione che supportano le aziende nella loro necessità di attivare relazioni e legami con il pubblico di riferimento: i podcast.
Per questo motivo assistiamo a una corsa a comprendere come fare un podcast di successo.

Un nuovo modo di intercettare il pubblico: che cosa sono i podcast

“Come diventare un podcaster” è il nuovo trend topic tra i giovani che solo fino a pochi mesi fa ambivano a diventare youtuber, il creatore di contenuti video, un influencer, insomma.

A questo punto vale la pena spiegare cosa sono i podcast. Si tratta di contenuti audio che mescolano voce, musica, effetti sonori, per raccontare storie correlate a qualsiasi argomento e generalmente sono liberamente scaricabili da piattaforme dedicate come Itunes, Spreaker, Spotify. Si distinguono in contenuti di intrattenimento, di informazione, per il miglioramento personale, per approfondire tematiche complesse, per far luce sul futuro della tecnologia, per attivare dialoghi e dibattiti. 

Chiunque può realizzare un podcast e metterlo in rete. L’esplosione di questa modalità di comunicazione ci riporta un po’ alla diffusione delle radio libere alla fine degli anni ’70, dove chiunque poteva trasmettere con un microfono e un giradischi sulle frequenze in FM. Oggi con un kit audio di poche centinaia di euro, un giovane armato di passione, iniziativa e tenacia e soprattutto contenuti, può mettersi all’opera.

Podcast italiani: a quando il boom?

Il fenomeno dei podcast all’estero è già esploso da diversi anni. Negli Stati Uniti i podcast di fiction sono molto seguiti e sono diventati riferimento per tutti gli altri media, anche più “nobili” come il cinema. È recentissimo il caso di Homecoming, serie di podcast di fiction del 2016, che ha ispirato la produzione di una serie tv con Julia Roberts, che troviamo sulla piattaforma Amazon Prime Video. 

Il podcast insomma fa tendenza e influenza le altre modalità espressive. 

Perché tutto questo entusiasmo? La parola d’ordine quando parliamo di podcast è: libertà. Di espressione, di modalità, linguaggio, ma soprattutto di fruizione. Se il video richiede totale concentrazione con i due principali sensi coinvolti, la vista e l’udito, il podcast ce ne richiede solo uno, l’udito appunto, permettendoci di fare tante altre cose nel frattempo che ascoltiamo un contenuto. 

Inoltre c’è un’altra parola chiave capace di spiegare il fenomeno: on demand. Siamo sempre più abituati a scegliere i contenuti che ci interessano e a fruirne quando lo desideriamo. Lo facciamo con i film, con i libri, con i programmi televisivi. Tanto che tutte le televisioni stanno trasformando  la loro organizzazione nel nome di questa nuova modalità.

In Italia il podcast sta vivendo una fase di grande spolvero. Tutte le trasmissioni radiofoniche  tradizionali hanno una versione in podcast scaricabile dal web, per intercettare pubblici nuovi e  non legati alla fruizione in radiofrequenza, numerosi produttori indipendenti arricchiscono l’offerta con contenuti di natura diversa, persino le università stanno considerando questa forma di comunicazione come materia di studio (Il nostro Giacomo Zito de Gliascoltabili.it tiene un corso presso il biennio specialistico della NABA di Milano). Il terreno è pertanto fertile e nei prossimi mesi assisteremo a una rapida diffusione di questa modalità espressiva.

Il podcast, potente strumento per la comunicazione d’impresa

Dimostrato quanto il contenuto audio, al contrario di quello video, si presti con agilità ad assecondare lo stile di vita contemporaneo, nel quale il tempo diventa la variabile preziosa, vediamo come il podcast possa essere funzionale agli obiettivi di comunicazione delle aziende verso il proprio pubblico. Ascoltare un podcast mentre si fa sport, si sistema la casa o più semplicemente ci si sposta con l’auto, è molto più comodo e libera tempo per ciò che ci appassiona, migliorando  al contempo la nostra qualità di vita. Il podcast inoltre richiede una connessione internet davvero esigua e permette l’ascolto anche se disconnessi, attraverso lo strumento del feed RSS o dell’abbonamento al servizio, grazie al quale il podcast viene scaricato automaticamente nel proprio device.

Ecco perché questo strumento è entrato nella sfera di attenzione di sempre più aziende che hanno come obiettivo attivare dialoghi con la propria comunità di riferimento.

Il podcast si innesta nella strategia con la quale le aziende costruiscono la propria reputazione giorno dopo giorno affrontando con mente aperta ogni aspetto del proprio business, dalla sostenibilità all’impatto sociale, dalla responsabilità d’impresa alla qualità del prodotto-servizio.

All’estero gli esempi sono innumerevoli. Si va dai podcast di Gatorade che vertono su come trasformare le sconfitte in vittorie, al podcast di Microsoft sul futuro e come rendere i sogni realtà. Sino ai podcast di Colgate che durano il tempo di una… spazzolata di denti! 

In genere si tratta di contenuti ispirativi, che ruotano attorno al mondo dei valori di impresa, una modalità di storytelling che permette di guardare al futuro insieme, consepevoli che tutti siamo parte di un sistema connesso, che non esistono prodotti e consumatori, ma una sola comunità.

In Italia lo storytelling di impresa si sta diffondendo attraverso progetti di natura giornalistica, come blog sul web e magazine on line. (Es. Pirelli.com, Morningfuture di Adecco Group, Palco di Intesa San Paolo, ecc.). E alcune imprese hanno iniziato con serie di podcast su macro temi attinenti al loro business, come Eni per cui Gliascoltabili.it produce una serie sulle varie forme dell’energia.

Dove ascoltare i podcast creati dalle aziende?

Più i contenuti diventano intrattenitivi e coinvolgenti, più trovano spazio nei canali più diffusi come Spotify, Itunes, Spreaker, Soundcloud, sono ripresi dai media, consigliati dai siti, diffusi attraverso i social network. Ma c’è un nuovo scenario davanti al quale possiamo solo avanzare ipotesi: quello degli smart speaker.

Si tratta degli altoparlanti dotati di intelligenza artificiale con i quali possiamo interagire a voce impartendo comandi tra i più disparati come: “fammi ascoltare musica, impostami la sveglia”, o, appunto, “fammi ascoltare un podcast”.

Alcuni dei principali produttori come Amazon Alexa e Google Home sono già sotto scorta di questi nuovi oggetti del desiderio, considerato che gli ordinativi del Natale 2018 hanno superato ogni previsione. Nei primi mesi del 2019 entra sul mercato il dispositivo della Apple Homepod, completando così lo scenario dei competitor che si annunciano super agguerriti in fatto di contenuti dedicati e sponsorizzati. Insomma, ci si appresta ad ospitare in casa anche questo oggetto, dotato di microfoni per intercettare ogni nostra necessità e a restituirci informazioni preziose. Assisteremo a una nuova rivoluzione delle abitudini di fruizione dei media attraverso il web, mediata questa volta da dei veri e propri fornitori di informazioni? Lo scopriremo presto, magari aiutati da uno dei numerosi podcast sul futuro della tecnologia!