I migliori podcast esteri del 2020

Quali sono i migliori podcast esteri del 2020

Un 2020 “fortunato” per i podcast di tutto il mondo

Sembrerebbe impossibile cercare i migliori podcast esteri del 2020 in tempi di Covid-19. Ci aspetteremmo un anno durante il quale ascoltare – e magari scoprire – i migliori podcast del 2019 (Gli Ascoltabili, in questo senso, potrebbero rivelare numerose sorprese) oppure guardare ancora più indietro. Ma le cose non stanno così. Anzi, in tempi di lockdown, il mondo del podcasting sembrerebbe, in un certo senso, davvero fortunato. E no, non ci riferiamo solo agli ascoltatori che, costretti a casa, si mettono alla ricerca di nuovi formati e nuovi contenuti. No, parliamo proprio della creazione di nuovi podcast. Questo 2020 si sta rivelando sorprendente. E Gli Ascoltabili, ancora una volta, sono stati in prima linea.

Certo, non è agevole registrare un podcast da casa. Molti conduttori hanno magari dovuto cambiare la disposizione dei mobili e costruire fortini di cuscini nella speranza di avvicinarsi all’acustica degli studi a cui non possono più accedere. Ma – in fin dei conti – non è impossibile. Se pensate che le produzioni televisive e cinematografiche si sono dovute interrompere… Ogni settimana, invece, compaiono nuovi podcast per soddisfare le esigenze particolari di questo momento. Il formato è agile e i suoi autori creativi. È un sollievo.

Oltretutto abbiamo anche qualche serie podcast innovativa e interessante. Molti si sono concentrati, come è naturale aspettarsi, sulle notizie e sugli aggiornamenti quotidiani a proposito della pandemia di coronavirus; altri, invece, hanno creato spettacoli appositamente progettati per distrarci e confortarci. Questo elenco cerca di proporre tutto il meglio spaziando tra le più disparate categorie. Qualche nutriente mix di commedia, conversazione e fiction, qualcuno di divulgazione e approfondimento culturale, altri di narrazione. Alcuni più specifici per la quarantena – come consigli di cucina, storie per bambini e consigli su come gestire i problemi di salute mentale in isolamento. Altri semplicemente permettono agli ascoltatori di scappare – verso un’altra era, altri problemi, un mondo immaginario. Se resistere è difficile, questi podcast lo rendono un po’ più facile.

Qui di seguito, segnaliamo alcuni tra i più interessanti podcast usciti tra la fine del 2019 e questi mesi del 2020. Una selezione, per forza di cose, parziale e incompleta ma che vedrà ulteriori aggiornamenti nei prossimi articoli. Restate sintonizzati.

Dead Eyes

Connor Ratliff è un comico statunitense con una brutta storia alle spalle: quasi venti anni fa stava per partecipare con una piccola parte nella serie Band of Brothers – Fratelli al fronte prodotta da Tom Hanks, quando fu rifiutato dallo stesso Hanks a causa dei suoi occhi spenti. No, non la prese bene. Al punto che porta rancore ancora oggi. Ma sa riderci su, al punto da essere riuscito a trasformarlo in un confessionale comico via podcast: Dead Eyes, appunto. Lo spettacolo prende vita durante le discussioni di Ratliff con i suoi famosi amici, tra cui Jon Hamm e D’arcy Carden. In una conversazione casuale, le celebrità condividono le proprie esperienze di rifiuto: un’occasione per dare uno sguardo su quel mondo crudele e bizzarro che è Hollywood.

Rabbit Hole

L’editorialista del New York Times Kevin Roose ha raccontato il lungo viaggio di un giovane nella tana del coniglio di Internet: dal liberalismo all’alt-right e viceversa, nel suo articolo del 2019 The Making of a YouTube Radical. Roose si proponeva di dimostrare che l’algoritmo di YouTube, progettato per far sì che la gente guardasse, ha portato alla radicalizzazione politica di giovani disillusi o persi che sono stati risucchiati in mondi virtuali tossici sulla piattaforma. Roose sta ora trasformando quella storia in un podcast più lungo – Rabbit Hole, appunto – su come Internet ha trasformato la nostra cultura e politica raccomandando video, post sui social media e risultati di ricerca che ci spingono in diverse direzioni ideologiche e poi continuano ad alimentarci con lo stesso tipo di materiale tossico. Nonostante i buchi oscuri che Roose rivela, non è un pessimista: dopo tutto, Internet è diventato un luogo un po’ più accogliente negli ultimi mesi, poiché amici e familiari si connettono alle chiamate Zoom, attraverso giochi online e sui social media. Roose comunque si propone di dimostrare che le aziende tecnologiche possono rendere Internet più utile e meno ostile e che dovrebbero davvero investire in quel futuro.

Wind of Change

Il giornalista del New Yorker Patrick Radden Keefe è ossessionato da una voce che ha sentito anni fa secondo cui la CIA ha di fatto scritto Wind of Change la famosa ballata degli Scorpions del 1990 come un modo per propagandare la democrazia in Germania, dove la canzone è stata pubblicata per la prima volta. Anche se non ha mai raggiunto il primo posto negli Stati Uniti, la canzone è arrivata in cima alle classifiche di tutta Europa nell’anno successivo alla caduta del muro di Berlino. Keefe si propone di dimostrare la sua teoria in un podcast tortuoso ma avvincente – Wind of Change – che ricostruisce la lunga storia del governo degli Stati Uniti nell’uso della cultura pop americana come copertura per i suoi affari segreti. Gli episodi si trasformano in racconti su come il governo abbia sfruttato Howard Hughes, Nina Simone e un’intera troupe cinematografica falsa per eseguire le sue missioni. Anche se questi possono sembrare diversivi rispetto all’intento principale della serie, la gioia di questo podcast si perde nel mistero.

Talking Politics: History of Ideas

History of Ideas è uno spin-off del podcast principale di David Runciman Talking Politics. In ciascuno dei suoi dodici episodi, si approfondisce qualcuno dei più importanti filosofi che hanno costruito il pensiero politico e sociale moderno. Il Leviatano di Thomas Hobbes (1650), scritto durante la guerra civile inglese, segna l’inizio del viaggio di Runciman attraverso i secoli. Gli argomenti di discussione si spostano dal patriarcato al mercato, dalla politica sessuale alla non-violenza, dal colonialismo alla libertà. Finisce subito dopo la caduta del muro di Berlino, con The End of History and the Last Man (1992) del filosofo americano Fukuyama.

Beatles City

Quest’anno cade il cinquantesimo anniversario dallo scioglimento dei Beatles. Beatles City, però, racconta la storia della band che ha scosso il mondo dal luogo in cui tutto è iniziato: Liverpool. Un viaggio lungo le strade rivestite di arenaria del Woolton d’infanzia di John Lennon, nel soggiorno di Kensington trasformato in studio di registrazione dove i Quarrymen hanno inciso il loro primo disco e giù per i ripidi gradini nella discoteca-cantina del Cavern. Prodotto dalla Liverpool Echo, questo podcast è condotto da Ellen Kirwin e Laura Davis.


Podcast per bambini? Sì, grazie!

Infanzia e podcast: un trend in crescita

Infanzia e podcast: un trend in crescita

Il mondo dei podcast e più in generale dei contenuti audio si sta aprendo sempre più al pubblico infantile. Di questo si parla già da qualche anno: le principali fiere di libri segnalano un trend in crescita nel consumo di audiolibri per bambini e i produttori di podcast hanno integrato i propri cataloghi con contenuti originali dedicati ai più piccoli

In fondo, non c’è da stupirsi: con l’affermarsi della domotica, gli assistenti vocali sono una presenza sempre più diffusa nelle case, che ha favorito l’emergere di numerose applicazioni per l’ascolto e la riscoperta dei contenuti audio

Guardando al contesto familiare, a questo fenomeno se ne accosta un altro: quello di genitori dall’agenda sempre più fitta, che ricorrono alla tecnologia per farsi aiutare nella gestione quotidiana dei figli. Si è iniziato con le favole della buona notte: pare che in moltissimi le facciano raccontare da assistenti vocali come Alexa, Google Assistant o Siri. Un fenomeno che ha già fatto gridare allo scandalo psicologi, sociologi, giornalisti, preoccupati che si perda il valore della lettura condivisa, di quel particolare “tempo di qualità” speso dai genitori coi propri figli. Eppure, se ci pensiamo, non si tratta di una novità assoluta: per fare solo un esempio, le famose Fiabe sonore della Fabbri hanno visto la luce nel 1966! 

Si potrebbe inoltre obiettare che non necessariamente l’inserimento dell’assistente vocale nella routine di famiglia esclude la partecipazione attiva dei genitori al momento di gioco. Questo risulta ancora più evidente se si sposta il focus dagli audiolibri ai podcast: ovvero a formati che non propongono semplicemente la lettura di un libro, bensì un contenuto in serie più strutturato, che può prevedere una narrazione, ma anche un talk, un quiz, o una modalità di intrattenimento interattiva che cambia di episodio in episodio. Il tutto naturalmente a misura di bambino.

Podcast per bambini in Italia

Quali sono quindi i modelli attuali a cui guardare nella nuova frontiera di intrattenimento audio per l’infanzia?

Se si guarda all’Italia, il mondo dei podcast per bambini è ancora in fase embrionale. D’altra parte, il podcasting in generale da noi si è diffuso più tardi che altrove, e solo ora sta vivendo un momento di “esplosione”. Per quanto riguarda i prodotti per l’infanzia, è ancora grande l’influenza degli audiolibri e delle modalità di intrattenimento tradizionali. È così che la maggior parte dei – pochi – podcast italiani per bambini esistenti al momento è incentrato sulla lettura/interpretazione di fiabe: da quelle tradizionali, come nella serie di RadioCivitainBlu dal titolo Nonno, raccontami una favola, ad altre più moderne o inedite, con podcast quali Storie senza paura e Le storie fantastiche del Signor Rockteller.

Al mondo delle fiabe è dedicata anche Piccolaradio, la web radio di Radio3 per bambini.

Senza nulla togliere alla qualità dei prodotti esistenti, sembra dunque che in Italia ci sia ancora ampio spazio di sperimentazione per questo segmento di mercato dei podcast. E si tratta di un segmento rilevante, se si pensa che il settore kids (tra giocattoli, abbigliamento, design e, non ultimo, intrattenimento) si attesta tuttora come uno dei più fruttuosi. 

Una bella sfida per chi, come Gli Ascoltabili, è sempre alla ricerca di nuovi stimoli nella realizzazione di podcast originali!

Podcast per bambini made in USA

Per trovare un panorama più variegato di podcast per under 12 bisogna guardare (neanche a dirlo) oltreoceano, là dove per primo si è diffuso il fenomeno dei podcast. È allora che si scopre che il target kids è capace di stimolare la creatività degli autori di podcast come nessun altro, dando vita a serie originali di altissimo livello. 

È il caso ad esempio di The unexplainable disappearance of Mars Patel, podcast pluripremiato di genere crime interpretato da bambini e pensato per un pubblico dagli 8 ai 12 anni. La serie è prodotta da Gen-Z Media, podcast network per famiglie, ed è arrivata già alla sua terza stagione.

Sempre di Gen-Z Media in collaborazione con PRX è The Big Fib, game show che in ogni episodio vede un bambino intervistare due adulti su un particolare argomento. Solo uno dei due adulti però è un vero esperto della materia, l’altro è un bugiardo. Il bambino dovrà dunque saper porre le giuste domande e valutare le risposte per smascherare il truffatore. Il podcast, che in precedenza si chiamava Pants on Fire, ha avuto talmente successo che ha dovuto cambiare nome perché Disney+ ne ha tratto uno show televisivo col titolo originario. 

A bambini più piccoli si rivolge invece un interessante podcast prodotto da Gimlet, ovvero Chompers. L’idea è semplice ma brillante: due minuti di contenuto, il tempo consigliato dai dentisti per lavarsi i denti. Quell’operazione spesso mal tollerata dai più piccoli. Mentre li guida a usare lo spazzolino, il podcast intrattiene i bambini con giochi, barzellette o racconti divertenti.

Si segnalano poi serie varie di approfondimento, come Wow in the World, primo podcast per bambini prodotto da NPR, o il fortunato Brains On!, di American Public Media, dedicato al mondo della scienza. Infine, le “news per bambini” proposte da Kidnuz.

Perché un podcast per i più giovani

Come si intuisce dagli esempi presentati, il podcast per bambini può facilmente diventare un divertimento per tutta la famiglia. Soprattutto considerando il fatto che la fruizione audio si adatta a diverse situazioni quotidiane, e anzi le arricchisce: i viaggi in macchina, le attività di routine noiose ma necessarie (per l’appunto, lavarsi i denti, ma anche vestirsi o fare il bagnetto), il momento di andare a letto. Il podcast di qualità dà inoltre l’opportunità al genitore di condividere l’ascolto con il figlio, allo stesso tempo dedicandosi ad altro.

I punti a favore dei podcast per l’infanzia non finiscono qui. Come già segnalavamo in precedenza, tanti se ne sono resi conto durante il lockdown: il podcast è un’ottima idea anche perché è un tipo di intrattenimento che non (necessariamente) coinvolge uno schermo. Intendiamoci: non c’è nulla di male nei contenuti video, ma è utile che la cosiddetta generazione Alpha – la classe 2010 e oltre, che nasce “con il tablet in mano” ed è abituata a ragionare in termini visivi – abbia la possibilità di esplorare forme di fruizione alternative. 

Non bisogna infatti sottovalutare il potenziale educativo del podcast. Ci sono alcune capacità e competenze che il formato audio e il podcast in particolare aiuta a sviluppare meglio del video: ad esempio la capacità di ascolto e comprensione di un contenuto, l’attenzione al dettaglio, la conoscenza del lessico, l’allenamento mnemonico. Il podcast spinge inoltre il bambino a vagare con l’immaginazione, stimolando dunque in lui la capacità di storytelling

Noi de Gli Ascoltabili da sempre seguiamo con interesse l’evoluzione del mondo podcast in Italia e all’estero. Naturalmente non ci facciamo sfuggire anche le considerazioni relative all’infanzia. Contiamo tra non molto di contribuire anche noi allo sviluppo di questa interessantissima fetta di mercato, che si dimostra ricca di potenziale e di spunti creativi. Stay tuned!


Scaffali Roversi: il podcast “letterario” con Paolo Roversi

Il giallista italiano Paolo Roversi racconta i suoi autori del cuore nel nuovo podcast de Gli Ascoltabili online a partire da oggi

Dopo il successo della serie in podcast Delitti & Roversi, si rinnova la collaborazione tra Gli Ascoltabili e l’autore Paolo Roversi. È online da oggi Scaffali Roversi: otto grandi nomi della letteratura, raccontati in esclusiva dal  celebre giallista italiano.

All’indomani della pubblicazione del suo ultimo romanzo Psychokiller. Nella mente dell’assassino, Paolo Roversi ci guida metaforicamente nella sua libreria, per svelarci la sua personale “top 8” letteraria: Charles Bukowski, Ernest Hemingway, Giorgio Scerbanenco, John Fante, Agatha Christie, Luis Sepulveda, Arthur Conan Doyle, Oscar Wilde. Autori diversi, accomunati da un approccio alla scrittura – e alla vita – fuori dal comune. In poche parole, punti di riferimento irrinunciabili per chiunque voglia avvicinarsi al mestiere dello scrittore o semplicemente ami scoprire personalità straordinarie. 

Un podcast che entra in punta di piedi nelle vite di personaggi straordinari della letteratura internazionale

Nel podcast gratuito Scaffali Roversi, le biografie dei grandi della letteratura sono intervallate dal commento critico di Paolo Roversi e da estratti di opere, diari, lettere degli autori stessi, interpretati da alcune tra le migliori voci del teatro italiano quali Francesco Migliaccio, Alberto Mancioppi, Alex Cendron e molti altri.

Direttamente dal salotto di casa, Roversi ci svela dettagli curiosi su tutti quegli autori che, in un modo o nell’altro, hanno cambiato la sua vita, risultando cruciali per la sua formazione professionale e non solo. Senza snobismi da intellettuale, lo scrittore regala un commento critico che ha il tono di una confidenza tra amici.

Il risultato è un racconto intimo e coinvolgente, che ci offre un punto di vista inedito su alcuni “giganti” della parola scritta, poco approfonditi – quando non totalmente ignorati – tra le aule scolastiche.

Sapevate ad esempio che Bukowski ha passato gli ultimi anni della sua vita senza eccessi, serenamente, circondato dall’amore della sua ultima moglie e dei loro gatti? Oppure che Agatha Christie è scomparsa nel nulla per undici giorni, per poi tornare come se nulla fosse (qui a Gli Ascoltabili abbiamo dedicato un’intera serie a questa storia, per Audible)? O ancora, che Giorgio Scerbanenco, prima ancora di essere etichettato come padre del noir italiano, ha realizzato un’ampia produzione di romanzi rosa?

Il primo episodio è dedicato a Charles Bukowski, a 100 anni dalla sua nascita

Nel primo episodio del podcast, scopriamo il romanziere/poeta controverso per antonomasia: Charles Bukowski. 

Proprio nel 2020 si celebra il centenario della nascita del “vecchio sporcaccione” che, con stile diretto e sempre sopra le righe, ha fatto irruzione nella storia della letteratura americana come un fulmine a ciel sereno. 

Per Paolo Roversi non ci sono dubbi: Bukowski o lo si ama o lo si odia. Senza mezze misure. La sua vita turbolenta e la sua filosofia si riversano nelle opere con prepotenza, come se la persona fosse in fondo inscindibile dal personaggio. Eppure ancora oggi “Buk” – come lo chiamano affettuosamente i fans – è una figura tutta da scoprire, con più sfumature di quanto si potrebbe immaginare. Almeno 100, come gli anni che ci separano dai suoi natali.

Nel primo episodio di Scaffali Roversi, Charles Bukowski è interpretato da Francesco Migliaccio: una voce nota ai seguaci de Gli Ascoltabili, insostituibile narratore del podcast crime Demoni Urbani – presto in arrivo con una nuova stagione esclusiva – che di anno in anno si conferma tra i migliori podcast italiani su Spotify.

Dalla realtà al romanzo, da Delitti & Roversi a… Scaffali Roversi

Come dicevamo, non si tratta della prima collaborazione tra Gli Ascoltabili e Paolo Roversi. Solo pochi mesi fa, a marzo, il giallista e il nostro team hanno prodotto insieme la serie in podcast Delitti & Roversi: quattro episodi dedicati alle più incredibili storie della mala milanese tra gli anni Sessanta e Settanta.

In Delitti & Roversi, il giallista interpreta lo spirito di un decennio attraverso i sensazionali colpi che ne hanno segnato il corso, dalla rapina di via Osoppo del 1958 a quella di via Montenapoleone del 1964, dall’incredibile vita del “solista del mitra” alla banda che ha ispirato il film Banditi a Milano. L’ispirazione proviene proprio da un romanzo dell’autore noir, Milano criminale. Alternate al racconto di Roversi, schede informative di approfondimento del periodo storico, per immergersi a 360° nella narrazione.

La felice collaborazione per Delitti & Roversi ha portato presto a un ulteriore confronto, con la volontà di realizzare insieme un nuovo podcast. Così è nato Scaffali Roversi, un titolo che, giocando sempre con il cognome dello scrittore, vira questa volta verso un tono più intimo, da “caffè letterario”. È così che quel “Roversi” posto dopo “Scaffali” richiama sì l’identità dello scrittore, ma sembra anche diventare un aggettivo, a evocare una libreria che viene scombinata, disordinata, rovesciata per consentire a noi lettori/ascoltatori di tuffarci tra i capitoli più avvincenti delle vite dei grandi, e sfogliare in libertà pagine inedite delle loro menti brillanti.  

Podcast e letteratura, un binomio vincente! Ma non chiamateli audiolibri

Di podcast letterari se ne sentono ormai molti: sempre più scrittori di spicco prestano la propria voce e il proprio contributo intellettuale alla creazione di contenuti audio originali, e tanti sono anche i podcast che fanno della letteratura il loro tema portante. Noi abbiamo esplorato entrambi i fronti: nel primo caso, con esperimenti di successo come Il Muro e Il peso dell’aria, mentre nel secondo caso, qualche tempo fa, con la miniserie Librofrequenze.

Fondamentale non confondere il podcast con l’audiolibro: come ci piace ricordare, quest’ultimo consiste semplicemente nella lettura – spesso recitata egregiamente, o anche arricchita di effetti sonori – di un testo già esistente. Il podcast, invece, è un’opera originale, che come l’audiolibro si offre per l’ascolto, ma può assumere le forme più svariate: dal talk, alla narrazione, al reportage…

In particolare, nel podcast letterario, il mondo dei libri trova nuova linfa e può essere riscoperto sotto nuove angolazioni, offrendosi anche con più disponibilità a un pubblico ormai poco abituato a rapportarsi con la pagina cartacea, ben più a suo agio con uno schermo e degli auricolari.

Il primo episodio di Scaffali Roversi, dedicato a Charles Bukowski, è da oggi online su gliascoltabili.it e sulle principali piattaforme audio: Spotify, Apple Podcasts/iTunes, Google Podcasts, Soundcloud e Spreaker.